Normative · Sanzioni
Quanto costa una multa GDPR? Sanzioni reali in Italia e UE
Le multe per violazione del GDPR non sono un rischio astratto. Il Garante per la protezione dei dati personali e le autorità europee sanzionano regolarmente aziende di ogni dimensione, dalle grandi piattaforme alle piccole e medie imprese. Qui trovi come vengono calcolati gli importi, una selezione di sanzioni reali degli ultimi anni e cosa fare per ridurre il rischio sul tuo sito.
Gli ordini di grandezza
Quanto vale, in cifre, una violazione
Quattro numeri per inquadrare il rischio prima di entrare nel dettaglio: il tetto previsto dal Regolamento, quanto è stato comminato finora e qual è il caso più pesante in Italia.
- 20 mln €
- Il tetto per le violazioni gravi
- Oppure il 4% del fatturato globale annuo, se superiore. Per le violazioni meno gravi il tetto scende a 10 milioni o al 2%.
- Art. 83 GDPR
- 7,1 mld €
- Comminati in Europa dal 2018
- Circa 1,2 miliardi all’anno sia nel 2024 sia nel 2025: il totale cresce, non è un picco isolato.
- Report DLA Piper
- 237 mln €
- La quota italiana
- Quinta autorità in Europa per importi, dietro Irlanda, Lussemburgo, Francia e Paesi Bassi — dove hanno sede le grandi piattaforme.
- Report DLA Piper
- 79,1 mln €
- La più alta mai comminata in Italia
- Enel Energia, 2024: gravi carenze nella gestione dei dati dei clienti usati per telemarketing.
- Garante Privacy
Dati aggiornati alle rilevazioni più recenti disponibili. Gli importi europei sono cumulativi dal maggio 2018.
Regolamento (UE) 2016/679 — art. 83, paragrafo 5
In caso di violazione delle disposizioni seguenti, secondo quanto stabilito al paragrafo 2, si applicano sanzioni amministrative pecuniarie fino a 20 000 000 EUR, o per le imprese, fino al 4 % del fatturato mondiale totale annuo dell’esercizio precedente, se superiore.
Come funzionano le sanzioni GDPR
Il GDPR (Regolamento UE 2016/679) prevede all’articolo 83 due fasce di sanzione. Per le violazioni meno gravi l’importo può arrivare fino a 10 milioni di euro o al 2% del fatturato globale annuo dell’azienda. Per le violazioni più gravi — comprese quelle su consenso, basi giuridiche del trattamento e diritti degli interessati — si sale fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato globale annuo. In entrambi i casi si applica l’importo più elevato tra i due.
L’importo non è mai automatico. Dipende dai criteri previsti dallo stesso articolo 83: gravità e durata della violazione, numero di persone coinvolte, carattere doloso o colposo, misure adottate per limitare il danno e grado di collaborazione con l’autorità. Per questo, a parità di violazione, aziende diverse possono ricevere sanzioni molto diverse.
In Italia le sanzioni sono comminate dal Garante al termine di un’istruttoria, spesso avviata da un reclamo o da un’ispezione. L’azienda può fare ricorso al Tribunale ordinario, e non è raro che un provvedimento venga poi rivisto: nel marzo 2026, ad esempio, il Tribunale di Roma ha annullato la sanzione da 15 milioni di euro comminata a OpenAI, ritenendo competente l’autorità capofila irlandese.
Sanzioni reali 2023-2025
Gli importi variano moltissimo in base alla gravità della violazione e alla dimensione dell’azienda. Ecco una selezione di casi recenti, in Italia e in Europa.
| Azienda (Paese, anno) | Importo | Motivo |
|---|---|---|
| Meta (Irlanda, 2023) | 1,2 miliardi € | Trasferimento di dati personali verso gli Stati Uniti senza garanzie adeguate. È la sanzione GDPR più alta mai comminata. |
| TikTok (Irlanda, 2023) | 345 milioni € | Mancata tutela dei dati e degli account degli utenti minorenni. |
| Enel Energia (Italia, 2024) | 79,1 milioni € | Gravi carenze nella gestione dei dati dei clienti usati per telemarketing. È la sanzione più alta mai comminata dal Garante italiano. |
| OpenAI (Italia, 2024) | 15 milioni € | Carenze di trasparenza e mancata verifica dell’età degli utenti di ChatGPT. Sanzione annullata dal Tribunale di Roma nel 2026 per competenza territoriale. |
| Wind Tre (Italia, 2025) | 347 mila € | Attività di telemarketing senza un consenso valido degli interessati. |
| Italiaonline (Italia, 2024) | 100 mila € | Consenso unico e non specifico per marketing e profilazione, raccolto con caselle preselezionate nel banner. |
L’ultimo caso è tra i più rilevanti per chi gestisce un sito: non riguarda una violazione eclatante, ma un errore comune — un consenso raccolto in modo generico invece che specifico per ogni finalità.
Focus Italia: cosa fa il Garante
Sul fronte delle multe GDPR in Italia, il Garante è tra le autorità più attive in Europa. Nel solo 2024 ha gestito oltre 4.000 reclami, adottato 835 provvedimenti e comminato sanzioni per un totale di 24 milioni di euro. Cookie, marketing e identità digitale rientrano stabilmente tra le aree del suo piano ispettivo.
Secondo l’ultimo report DLA Piper, dal maggio 2018 l’Italia ha comminato circa 237 milioni di euro di sanzioni, quinta in Europa dietro Irlanda, Lussemburgo, Francia e Paesi Bassi — una classifica trainata dalle multe alle grandi piattaforme con sede in quei paesi. A livello europeo il totale cumulativo ha superato i 7,1 miliardi di euro, con circa 1,2 miliardi comminati sia nel 2024 sia nel 2025.
I settori più colpiti
Le sanzioni non riguardano solo le big tech. Tra i settori più frequentemente sanzionati dal Garante figurano energia e utility, telecomunicazioni, sanità, pubblica amministrazione e, sempre più spesso, siti web ed e-commerce per una gestione non conforme di cookie banner e consenso. Gli importi vanno dalle decine di migliaia di euro per una PMI alle centinaia di milioni per le grandi piattaforme, ma il principio resta lo stesso per tutti: la conformità non dipende dalla dimensione dell’azienda né dal volume di traffico del sito.
Come ridurre il rischio sul tuo sito
La maggior parte delle sanzioni legate a cookie e consenso nasce da errori evitabili: un consenso raccolto in modo generico anziché specifico per finalità, un banner che non permette di rifiutare con la stessa facilità con cui si accetta, script di tracciamento attivi prima del consenso, oppure l’assenza di un registro che dimostri la scelta dell’utente.
Una gestione conforme richiede pochi elementi chiari: pulsanti “Accetta” e “Rifiuta” allo stesso livello di evidenza, blocco preventivo di cookie e tracker non tecnici, consenso granulare per categoria di finalità e registrazione documentabile di ogni scelta.
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